
Favola di Natale 25/11/05
di Francesco Sciarrabone
C’era una volta tanto tempo fa, in un paesino situato sopra una
dolce collina, un bambino di nome Giorgio che viveva con il
nonno, il quale amava chiamarlo passerotto. Stava con lui perché
aveva perso i genitori qualche anno prima, erano andati in
cielo, così gli rispondeva il nonno ogni volta che passerotto
gli chiedeva della sua mamma; gli mancava, gli mancava come
manca l’aria ad uno che sta sott’acqua; quando sentiva gli altri
bambini parlare della loro mamma si rattristava e smetteva di
giocare.
Arrivò il mese di dicembre con il freddo, la neve ed il natale,
e passerotto passava le serate dinanzi al camino acceso e
ascoltava i racconti del nonno, quella sera gli raccontò una
storia vera che parlava di un bambino di nome Gesù che era venuto
al mondo in una povera e fredda stalla e che a Lui essendo il
figlio di Dio si poteva chiedere ogni cosa.
Quella sera passerotto prima di addormentarsi, con un filo di
voce per non farsi sentire dal nonno chiese a quel bimbo di nome
Gesù di poter riavere la sua mamma, gli disse: “Caro Gesù, di
alla mia mamma di tornare da me perché mi manca tanto e dille
che le voglio tanto bene.”
I giorni passarono senza che succedesse niente, ma la notte di
natale sentì bussare alla porta molto debolmente, che solo chi
aspetta qualcuno poteva sentire, si alzò e con il cuore in gola
andò ad aprire tremante, quando la porta lentamente si spalancò
sulla notte nevosa che era li fuori vide un bambino come lui e
che somigliava tanto al bambino del presepe che suo nonno gli
preparava ogni anno. “Ciao” disse il bambino, “Ciao” rispose
passerotto, “pace a te” riprese il bambino, passerotto rimase
muto, non sapeva che rispondere a quel nuovo saluto, però smise
di tremare, “sono venuto per esaudire la tua preghiera, ti ho
portato mia mamma”, in quel momento entrò una donna bellissima
con una lunga veste azzurra, i suoi occhi erano castani come
quelli della sua mamma, lei lo guardò e gli fece un sorriso
dolcissimo, passerotto la guardò con gli occhi sgranati di
meraviglia e rimase li immobile, il bambino riprese: “ Il mio
nome è Gesù e lei è mia mamma Maria la madre di tutti”, Maria si
avvicinò e lentamente prese passerotto e se lo mise in braccio:
una sensazione così bella lui non l’aveva mai provata, era quasi
un sogno, in quel momento sentì suonare le campane a festa, era
il natale più bello della sua vita, ed era tanta la dolcezza che
gli veniva da quell’abbraccio che si addormentò. Quando si
svegliò era nel suo lettino e subito si accorse che la stella
sopra il presepe brillava come se fosse una stella vera, il
nonno che non sapeva nulla della strana visita notturna si
stropicciava gli occhi e poi tornava a sgranarli, ma la stella
brillava ancora di più di luce propria. La voce si diffuse e
tutta la gente del paese venne a guardare il povero presepe di
passerotto che aveva qualcosa di speciale, poi lo seppero nei
paesi vicini e la casa di passerotto era sempre piena di gente,
adesso non si sentiva più solo ed aveva capito di non aver
sognato. Un giorno tra quella gente che affollava la sua casa
una donna che non aveva mai avuto bambini gli chiese: “vuoi che
io sia la tua mamma?” Fu un momento cosi grande che sembrò che
il tempo si fermasse, all’improvviso ci fu un gran silenzio, e
tutti pendevano dalle labbra di passerotto che con molta
semplicità e con le lacrime agli occhi le rispose: “Si”, subito
si abbracciarono e le campane suonarono di nuovo, tutti fecero
festa, ed ogni bambino scoprì che a natale è possibile ogni
cosa!