LE FAZIONI NELLA CHIESA DI CORINTO 1Cor 1,10-25

[10]Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti.

[11]Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi.

[12]Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: <<Io sono di Paolo>>, <<Io invece sono di Apollo>>, <<E io di Cefa>>, <<E io di Cristo!>>.

[13]Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?

[14]Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio,

[15]perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome.

[16]Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno.

[17]Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

[18]La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio.

[19]Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.

[20]Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo?

[21]Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.

[22]E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza,

[23]noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani;

[24]ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

[25]Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Esaminiamo il versetto : [10]Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti.

Paolo esorta i fratelli di Corinto ad essere tutti unanimi nel parlare, cioè chiede loro di professare tutti la medesima dottrina, probabilmente alcuni vantandosi di avere avuto dei maestri illustri pretendevano che le loro idee religiose fossero imposte a tutta la comunità. In questo modo è stata rotta la comunione che per il cristiano nasce dalla condivisione dei beni materiali e spirituali, ma i beni spirituali qui sono stati persi, la sana dottrina viene messa in pericolo a causa della vanagloria di alcuni che accampano privilegi in nome di Cefa di Paolo o di Apollo addebitando a loro l’origine delle loro idee. Paolo non fa una graduatoria o una gerarchia delle persone più importanti cui riferirsi, ma cita il fondamento per eccellenza di tutta la dottrina e la sapienza divina: Cristo! Dice infatti : [13]Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?

In questo versetto c’è tutta la dottrina cristiana, infatti parla della crocifissione di Cristo per dire che fondamento della fede è l’amore fino alla croce!

Costoro non avevano capito che la fede autentica è l’amore in azione!

L’inizio del prologo di Giovanni che dice : In principio era il verbo, ed il verbo era presso Dio ed il verbo era Dio, [2]Egli era in principio presso Dio:

[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. ci dice che la parola di Dio è amore in azione capace di creare guarire, liberare, convertire e che una volta uscita dalla bocca di Dio non ritorna a Lui senza aver dato frutto, e Cristo la parola di Dio incarnata non è tornato al Padre senza aver compiuto la sua missione senza aver dato il suo frutto!

Senza aver amato, sofferto e ubbidito fino alla fine!

Voi rendete vano il vostro battesimo, quel battesimo a cui vi appellate per sentirvi grandi e per affermare le vostre idee, voi cercate il clamore, la parte spettacolare della fede, la gloria umana dice Paolo anche se con molto tatto, infatti dice: [17]Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Egli sembra voler mettere in secondo piano il battesimo per far capire che c’è qualcosa di più grande del loro battesimo c’è l’annuncio la presentazione di Uno che è morto per amore e questo Paolo lo fa con molta umiltà e semplicità senza la superflua sapienza affinché tutti potessero capire: non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Del resto l’annuncio è cosi ricco di sapienza divina che non ha bisogno di aggiunte: [22]E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza,

[23]noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani;

[24]ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

Perché ci vuole tanta sapienza per riuscire a capire il mistero dell’amore di Dio, per noi uomini abituati a badare alle apparenze. Due apostoli un giorno si avvicinarono a Cristo per chiedere due posti di prestigio, ci tenevano e chissà da quando tempo ci pensavano su e magari avevano studiato insieme il modo per fare quella richiesta inopportuna e discriminante nei confronti dei loro fratelli alla fine avevano deciso di parlarne alla loro mamma che non aveva mai negato loro nulla e che anche lei ci teneva che i suoi figli avanzassero nella loro “carriera” di apostoli e perciò non avendo abbastanza faccia tosta né coraggio decidono di mandare avanti lei [20]Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.

[21]Egli le disse: <<Che cosa vuoi?>>. Gli rispose: <<Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno>>.

Neanche loro avevano capito, avevano solo visto la parte bella, strepitosa, spettacolare: la gente che si accalcava per toccare Gesù, i miracoli, le lodi della gente; ma Gesù è luce e illumina l’altra faccia della medaglia, fa luce sul mistero del dolore e dell’amore e chiede loro : [22]Rispose Gesù: <<Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?>>. Gli dicono: <<Lo possiamo>>.

I due risposero senza indugi, ma non credo che sapessero di quale calice parlava Gesù, il traguardo nel regno dei cieli si taglia con la sofferenza con la croce che vengono dal fiat voluntas tua!

Paolo vuol far capire ai corinti che ciò che loro amano non è niente per Dio, e ciò che loro disprezzano (la croce di Cristo) è la radice della salvezza [24]ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

[25]Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

E’ Lui la potenza di Dio la sua sapienza Colui che si è fatto ultimo, che si è fatto servo. Anche Gesù cerca di far capire ai suoi ciò che è veramente importante: [25]ma Gesù, chiamatili a sé, disse: <<I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.

[26]Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo,

[27]e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;

[28]appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti>>.

 

Paolo annuncia il Vangelo senza prosopopea in semplicità, e solo i cuori semplici potranno accogliere e capire l’annuncio, se tu sei un povero di Javeh, se sei un diseredato, uno sconfitto dalla vita, se sei un orfano, un piccolo che sta vivendo un grande dolore, se sei un uno che ha sete di Dio allora potrai capire la grandezza del messaggio evangelico, potrai accogliere il dono più grande che il tuo Dio poteva offrirti: la vita eterna pagata ad un prezzo altissimo; infatti mentre tu nascevi il tuo Dio moriva, come una madre che muore mentre da alla luce suo figlio, mentre il suo alito di vita nasceva dal suo petto entrava nel tuo. Cosa vuoi di più? Tutto è compiuto!la grandezza di questo dono è tale che non può essere né capita né accolta dai cuori meschini, superbi o vanagloriosi perché per loro la croce è poco attraente e tantomeno lo è il servo di Javeh: . Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto.

[3]Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.  Chi cerca i primi posti non può capire l’ultimo posto della croce. Non mi importa di essere all’ultimo posto se il mio posto è accanto a quello di Gesù!

Gesù è con gli ultimi! Perciò se voglio trovarlo debbo andare a cercarlo in fondo alla fila, e se lo sto cercando tra la folla  non posso trovarlo con i notabili,  ma con l’ultimo di quella città con il più disprezzato con colui il quale non uscirei mai insieme, di sicuro lo troverò a braccetto con  Zaccheo!

Casteltermini 06/11/01

                                                            Francesco Sciarrabone