Sia fatta la tua volontà

Prima di fare nostro questo slancio iniziale della Preghiera del Signore, è necessario purificare umilmente il nostro cuore da certe false immagini di "questo mondo". L'umiltà ci fa riconoscere che "nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare", "vale a dire ai piccoli" (Mt 11,25.27). L'espressione Dio Padre, non era mai stata rivelata a nessuno. Quando lo stesso Mosè chiese a Dio chi fosse, si senti rispondere un altro nome. A noi questo nome è stato rivelato nel Figlio: questo nome, infatti, implica il nuovo nome di Padre. (Tertulliano ecc).

Dopo averci messo alla presenza di Dio nostro Padre per adorarlo, lo Spirito filiale fa salire dai nostri cuori sette domante, sette benedizioni. "Nel vangelo di Matteo sono sette e cinque in quello, di Luca" (Mt 6,9.13; Lc.ll,l.4). Le prime tre domande sono più teologali, e ci attirano verso la gloria del Padre, che in altre parole, Dio sia tutto in tutti, si compia il suo regno, si realizzi pienamente il suo disegno di salvezza. Le altre quattro riguardano la nostra vita, perché il regno di Dio coincide con la vita dell'uomo, e ci fanno chiedere pane e liberazione integrale. Abbiamo già compreso in maniera chiara nelle catechesi precedenti, le prime due domande: "Sia santificato il tuo nome".

Fa' che il tuo nome sia riconosciuto nella sua santità e sia glorificato. La nostra vita ti manifesti tra i pagani. Aiutaci a costruire un mondo più umano, perché il tuo nome sia glorificato da tutti. "venga il tuo regno". Il regno di Dio, già presente mediante Gesù, giunga presto a compimento, perché come dice San Paolo, è: "Giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo" (Rm 14,17). Cristo è venuto per il bene degli uomini, perchè "abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10). (la verità vi farà liberi CDA 10001). "Sia fatta la tua volontà come in cielo cosi in terra". Il diritto di Dio sulla volontà umana è formulato in poche parole, ma contemporaneamente è anche garantito nella maniera più profonda, perché si basa nella migliore volontà, vale a dire, sulla volontà del Dio tre volte santo, che non si limita ad amare ma è l'amore sostanziale. Tale volontà è sempre verità e giustizia, grazia e misericordia.

Udiamo spesso queste parole: "E' volontà di Dio". "Sia fatta la volontà del cielo"! Di solito diciamo cosi in situazioni molto difficili, quando non esiste altra soluzione, quando abbiamo esaurito le lacrime e dato fondo alle nostre risorse. Tante volte quando non abbiamo più energie spirituali per resistere, e il nostro cuore si sente vinto, allora diciamo: "Sia fatta la volontà di Dio Confondiamo in altre parole tale volontà con qualcosa d'inevitabile, di straordinariamente difficile, cui non può sottrarci. Il buon cristiano invece è colui, che in ogni circostanza dice: Padre si faccia la tua volontà; "nelle tue mani è il mio destino" (cf Daniele 5, 23b). La volontà fa l'uomo libero, in pieno possesso di tutte le sue facoltà, autonomo nelle sue scelte e nelle sue decisioni. Per l'uomo, la volontà è quanto di più prezioso possa avere, perché volontà e libertà fanno tutto l'uomo. Allora, come mai l'uomo che si rivolge a Dio, chiede: "Sia santificato il tuo nome", "venga il tuo regno", "sia fatta la tua volontà"?. A chi tocca decidere, a Dio o all'uomo? Cerchiamo di chiarire il punto focale della vita d'ogni uomo, che decide il suo destino nel bene e nel male.

La volontà, è il bivio dei secoli, di tutta l'umanità. Fare la volontà di Dio, non è pura accettazione, né semplice rassegnazione, né rinuncia ai valori della propria personalità, ma adeguamento ad un piano e progetto di Dio per l'uomo. Fare la volontà di Dio non vuol dire abbandonare la propria responsabilità, rimettersi totalmente all'altro, lasciarlo fare, come se io fossi un oggetto qualsiasi rimanendo passivo ad ogni decisione di Dio; ma richiede coerenza, forza, adesione ad agire, a muoversi, a sperare per raggiungere un fine voluto che diventa proprio per scelta. Così ci dicono le scritture nella Genesi: " davanti a te c'è il bene e il male...", se abbiamo scelto la via del bene allora siamo nelle mani del Padre e "abbiamo appreso con gran responsabilità, come comportarci in modo da piacere a Dio. San Paolo ci da un consiglio saggio di come comportarci: "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per discernere la volontà di Dio ciò che è buono, e a lui gradito e perfetto.(Rm 12,2). Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione". (1 Ts 1,3).

 II quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. (1 Tm 2,4). Di certo, possiamo affermare, che la sintesi di tutto il vangelo, si trova nel "Padre Nostro"... Nel cuore della preghiera, "Sia fatta la tua volontà", è la supplica più profonda e misteriosa di tutta la preghiera del Signore, è come se ripetessimo, una alla volta le precedenti invocazioni. Sia fatta la tua volontà, o Dio, di essere per noi un Padre. Sii Padre, in un mondo che spesso ti rifiuta; sii Padre per i tuoi figli che preferiscono alla tua paternità, la paternità del maligno. "Sia santificato il tuo nome", in un mondo che spesso è per te, Padre, un insulto e una bestemmia. Realizza la tua volontà di santificare il tuo nome. "Per il regno dei cieli nel mondo e nelle anime umane; per il dono della fede e della carità agli uomini; per tutti i stati, per i governanti del mondo, per i capi di stato, per coloro che fanno le leggi, affinché le leggi siano da Dio; per la pace di Dio in terra, per una giustizia universale; per i nemici, affinché lo spirito della guerra e della discordia scompaia, compi, o Signore, la tua volontà, realizza il tuo regno. Sia fatta la tua volontà per un giusto ordine economico sulla terra, per suddividere i beni della terra; per il pane quotidiano di tutti, per coloro che soffrono la fame, i senza tetto e i profughi, per coloro che vivono nella schiavitù del denaro, per coloro che abusano dei doni di Dio. 

Si faccia la tua volontà su ogni persona, che sappia chiedere perdono per le grazie che abbiamo disprezzato, per poterci pentire di cuore dei nostri peccati e di saper perdonare chi ci offende. A volte il trionfo dei malvagi è così sfacciato, l'infuriare del male è casi violento, che gridiamo sgomenti: "Svegliati, perché dormi, Signore? Destati, non ci respingere per sempre. Perché nascondi il tuo volto dimentichi la nostra miseria e oppressione?" (Salmo 43(44), 24‑25). "Rialzaci, Signore, nostro Dio, fa splendere il tuo volto e noi saremo salvi" (Sal 79(80),4). Il tuo volto è come il sole che splende in alto . Ci risponde il Signore: " e' forse la mia mano troppa corta per riscattare oppure io non ho la forza per liberare?" (IS 50,2). Tutta la vita di Cristo dalla sua nascita fino alla morte in croce si può sintetizzare nel compimento della volontà del suo Padre celeste. Difatti così si esprime Gesù dodicenne, rispondendo alla ricerca angosciata di Giuseppe e di Maria: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? Ma essi non compresero le sue parole(Le 2,49‑50). Un altro momento importante è la preghiera dell'orto del Getsemani: "Padre mio, se è possibile passi da me questo calice! Però non come voglio io, Ma come vuoi tu". (Mt 26,29). E concludendo la sua missione di Servo di Jahvè sulla croce, può dare quest'estrema testimonianza: "Tutto è compiuto!". Gesù Cristo ha compiuto in tutto per tutto la volontà del Padre che è nei cieli.

Ripetere il "Padre Nostro" non è tanto ripetere materialmente le parole di Gesù, quanto piuttosto pregare e vivere secondo il suo stile di preghiera e di vita. Difatti "non chiunque mi dice: "Signore, Signore entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre che è nei cieli". (Mt 7,21). Il "Padre Nostro", nella quotidianità della vita, è attuare la giustizia, è amare il prossimo come amiamo Gesù è come Gesù lo ama. Questo è fare la volontà del Padre. Quando i suoi parenti gli vogliono parlare, e fra di loro c'è anche sua Madre, Gesù stende la mano verso i suoi discepoli e dice: " Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli, perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello sorella e madre. (Mt 12, 49‑ 50). La vera famiglia di Gesù, la nuova comunità, non è definita da rapporti di sangue, neppure con sua madre, né dalla solidarietà o degli interessi materiali, ma dalla volontà del Padre e quinti dall'amore paterno. Dai due fratelli della parabola, fa la volontà del Padre non chi dice di si a parole, ma chi dice di si con le opere e la vita. I1 "Padre Nostro" in Matteo si trova all'inizio del ministero pubblico di Gesù, del compimento della volontà, nel suo primo discorso: quello della montagna. In Luca invece lo troviamo durante l'ascesa di Cristo verso Gerusalemme, per compiere sulla croce la volontà del Padre. Giovanni non riporta il " Padre Nostro" ma trascrive la bellissima preghiera di Gesù al Padre durante l'ultima cena, chiamata "preghiera sacerdotale" ove ritroviamo, approfondita, tutti i contenuti del "Padre Nostro".

Questa preghiera è come il testamento spirituale di Gesù. Marco è l'unico dei sinottici che non riporta il "Padre Nostro", mette però nelle labbra di Gesù, nella preghiera dell'agonia, l'invocazione: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi" (Mc 14, 36). E presente anche in Marco il cuore della preghiera del Signore: "Sia fatta la tua volontà". Adeguare la nostra volontà a quella divina significa, impegnarci nel cammino di santificazione, che è tendere con sforzo incessante verso il bene, verso il meglio, verso ciò che è perfetto: è in pratica un cammino senza fine